Bellinghausen, tra i più attenti analisti delle vicende degli indios che nel 1994 si sono ribellati contro la loro situazione di miseria, è stato il primo giornalista a intervistare il leader dell’Esercito Zapatista, il Subcomandante Marcos, e continua a raccontare ancora oggi le difficili condizioni di vita delle popolazioni indigene chiapaneche. I suoi articoli sono regolarmente tradotti in Italiano da numerosi siti d’informazione e da alcune riviste. Bellinghausen è anche autore della raccolta di racconti El telar de los gallos.
Aire libre è come un viaggio dall’Europa al Messico, sulle orme del nonno, e dall’infanzia all’età adulta insieme all’io narrante: il primo giorno in una scuola nuova, l’iniziale approccio con l’amore, gli affetti familiari, ma anche le esperienze più banali come la descrizione di alcuni parenti un po’ folcloristici o semplici avventure quotidiane.
Non si può però parlare di vero e proprio romanzo di formazione quanto di un omaggio alla memoria e al periodo fantastico (perché pieno di fantasie e di interpretazioni fantasiose) dell’infanzia.
La storia è ambientata in Messico, negli anni ’60 del xx secolo e sullo sfondo delle “storie” di queste persone affiora la storia del paese che, come sempre, si fonde con la vita del singolo: il pretesto può essere il ritratto del generale Porfirio Díaz che è appeso in sala, o il ricordo del nonno emigrante che abbandonò la Germania per l’America.