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| Pedro Juan Gutiérrez |
 | Realismo "sporco": antieroi nel Centro habana
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I suoi libri nascono nel cuore di Cuba: nel quartiere popolare di “Centro Habana”. Le sue storie e i suoi personaggi sono la fotografia dell’universo che ha davanti agli occhi ogni giorno, da 23 anni. Da quando cioè Pedro Juan Gutierrez, 56 anni ben portati, da Matanzas, si è trasferito nella capitale. Gutierrez, uno degli scrittori più significativi dell’ultima onda cubana, in Italia è diventato famoso con “la Trilogia sporca dell’Avana” (e/o, 1998) libro che ha inaugurato il cosiddetto realismo “sucio”: un linguaggio sporco e senza censure per raccontare la realtà del suo paese. Pedro Juan, attraverso le avventure picaresche di un protagonista (suo omonimo) e una narrazione in prima persona, ci mostra infatti tutta la Cuba – e la trasformazione - degli ultimi anni. Nei suoi numerosi romanzi si parla di un mondo disperato e vitale in cui le persone si arrangiano come possono, tirano avanti, tra notti brave di sesso e alcol tra lavori in nero e turisti da spennare. Questa immagine “sucia” gli è costata cara: Gutierrez si definisce infatti un “fantasma” all’Avana perché oltre a non vedere pubblicati i suoi libri in patria, a Cuba, è stato prima escluso dal lavoro di giornalista e poi ignorato. “Eppure non ho mai pensato di andarmene. Ho diritto di vivere a l’Avana. E’ la mia città, la mia vita. Perché dovrei lasciarla?”. La domanda è frequente. In molti l’hanno fatto. Ma Pedro Juan rimane ancorato al suo quartiere e alla sua casa con vista sul lungomare, il Malecon. Forse perché questo è anche il suo centro creativo. “E’ vero la mia maggiore ispirazione deriva dalla realtà che mi circonda, dalla quotidianità e dalle strade, così come il linguaggio che uso, ma adesso sento di essere arrivato alla fine del “Ciclo del Centro Habana. Ho paura di ripetermi”. Si tratta di una serie di 5 romanzi che sono cominciati con “Trilogia sporca” e terminati con “Carne di cane”. E in cui si parla di un mondo dove, tra disincanto, tragedia ed ironia vive un popolo di antieroi di cui Gutierrez è diventato testimone e cantore. In Italia manca soltanto “El insasiable hombre araña”. In via di pubblicazione sempre per e/o. Ironico, affascinante, istrionico, dice di essere molto pignolo nella stesura dei suoi romanzi e di avere un rapporto ossessivo con i suoi personaggi. “Per mesi vivo con “loro”, circondato dalle loro storie, dal loro modo di esprimersi e di vivere” e aggiunge “Ho un rapporto sensuale con la vita e con la letteratura, per questo uso ancora la macchina da scrivere e non con il computer. Battere a macchina è molto più coinvolgente”. Scrittore raffinato, poeta e pittore, Pedro Juan Gutierrez dalla sua casa sul lungomare dell’Avana osserva il mondo, con le sue gioie e le sue miserie e come ogni artista lo trasforma, lo plasma e lo rimodella: “La letteratura è solo un gioco, un insieme di cose vere e false. L’importante e non far vedere le cuciture”. |
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